Il concetto di modularità INGLESE

I tre sviluppano il concetto della modularità applicato alla bioedilizia ideando un unità minima con la quale realizzare ogni edificio prodotto dall’impresa. Il modulo è penato per ottimizzare il processo produttivo e la fase di assemblaggio in cantiere.

Lo scopo è ridurre il prezzo delle strutture in bioedilizia per renderle economicamente competitive rispetto a quelle realizzate mediante tecniche tradizionali, non più sostenibili per le risorse del pianeta.

Il risparmio si ottiene dalle economie di scala generate dalla produzione in serie all’interno di un impianto produttivo nonché dall’abbattimento delle spese di cantiere. Fase, quest’ultima, ridotta a pochi giorni in quanto i moduli sono trasportati nel sito d’intervento a uno stato già avanzato.

Ogni modulo ha un volume a forma di parallelepipedo a base quadrata di lato 2,5m e altezza 3m. Le dimensioni sono state studiate per consentire il trasporto di cinque unità modulari su un autocarro con rimorchio a bilico ribassato.

L’utilizzo di unica unità modulare consente l’espansione nel tempo dell’edifico al quale è possibile collegare in seguito nuovi moduli su un piano soprelevato oppure su una propaggine pari livello. La struttura si può quindi sviluppare nel tempo secondo le esigenze dell’acquirente.